Il cinema africano

Fabio Nincheri By Fabio Nincheri

Generalmente con il termine cinema africano si vanno ad inglobare i film prodotti nell’Africa subsahariana. Il cinema come lo conosciamo noi vede i suoi primi sviluppi nel continente africano solo dopo la seconda guerra mondiale, immediatamente prima del verificarsi della progressiva decolonizzazione del continente. Come la storia cinematografica di tanti altri paesi, anche questa spazia tra molti generi diversi, ma quello che viene maggiormente eseguito è la commedia sociale, seguita da film documento e musical. Il regista, sceneggiatore e produttore Férid Boughedir ha stilato una lista di quelle che secondo le sue osservazioni sono le tendenze maggiormente seguite dai cineasta africani.

Tendenza politica

Nella scrittura di un testo cinematografico è spesso presente una forte orientamento politico, a partire dal cinema del Sudafrica, fortemente influenzato dall’esperienza dell’apartheid che provocò il blocco della produzione di film autoctoni. A questo proposito è interessante ricordare la rivolta del newyorkese Lionel Rogosin, che nel 1959 con un semplice pretesto, riuscì a raccontare nel capolavoro Come back, Africa! la disperata condizione della popolazione sudafricana sotto il regime.

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Tendenza culturale

Altra inclinazione del cinema africano è quella culturale, messa in evidenza in particolar modo dal cinema d’autore indubbiamente associato alla tradizione orale africana. Ne sono esempi l’opera di Rui Darte Nelisita del 1982 e L’ouef del 1995 del regista Moustapha Dao, entrambi ispirati da fiabe e racconti tradizionali. Nel dettaglio, nel primo viene narrata la storia di come l’eroe Nelisita, l’uomo nato già adulto, per ben due volte salva le sorti del popolo vittima prima della siccità e poi del consumismo occidentale. Nel secondo, vengono ritratti personaggi sia umani sia animali, ispirati alla tradizione orale burkinabé. Più raramente riscontriamo, nel contesto culturale, pellicole di ispirazione religiosa.

Tendenza di mercato

I temi più affrontati nella realizzazione di film con un interesse di mercato, per di più comici o satirici, sono i problemi della società e soprattutto i problemi familiari. Vengono messe in evidenza in maniera comica, quelle che sono le dinamiche dell’eterna battaglia tra gli anziani della tradizione ed i giovani della modernità oppure di una classica vita matrimoniale. Ad esempio, la commedia White Wedding di Jann Turner, narra le disavventure incontrate dal protagonista Elvis (Kenneth Nkosi) che cerca di raggiungere da 1800 km di distanza, la sua emozionatissima ed impaziente futura sposa Ayanda (Zandile Msutwana), a poche ore dal fatidico si. Pellicola questa che offre oltre a molte risate, anche la possibilità di apprezzare in soli 93 minuti una nazione affascinante al cui interno risiedono molte diverse culture, tant’è che viene quasi voglia di chiamare un’agenzia viaggi come Travel Design ed organizzare il proprio viaggio di nozze in Sudafrica.

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