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Grido di allarme dal pianeta Terra

Lo scorso 28 marzo l’ufficio locale marittimo di Porto Cervo, nota località del nord-est della Sardegna, ha ricevuto una chiamata d’emergenza in cui veniva segnalata la presenza di un grande mammifero marino spiaggiato. Si trattava di una femmina di capodoglio di quasi otto metri, purtroppo senza vita, come senza vita era anche il piccolo feto che portava in grembo, già quasi in decomposizione. La necroscopia effettuata dai veterinari dell’istituto zooprofilattico di Sassari ha rivelato la causa della morte del cetaceo: il suo stomaco conteneva non meno di 22 kg di plastica. Reti, lenze, piatti di plastica, addirittura sacchetti con codice a barre ben leggibili.

Questo evento, come anche la morte delle tartarughe marine che scambiano sacchetti di plastica per meduse (uno dei loro principali nutrimenti), è conseguenza di quello che l’inquinamento da plastica nei mari sta comportando alla fauna marina.

Una serie di conseguenze

Ma questi risultati sono osservabili non solo nei mari, il cambiamento climatico sta producendo variazioni si può dire in ogni ecosistema terrestre: sono bastati ad esempio, solo due anni per dimezzare la produzione di miele da parte delle api, colpite da una grave moria a causa di diversi fattori, tra cui l’inquinamento. La riduzione degli insetti impollinatori presenta inoltre conseguenze indirette molto gravi, poiché le api svolgono un compito essenziale per la conservazione della flora, contribuendo in questo modo al mantenimento e allo sviluppo delle biodiversità.

Come non citare lo scioglimento dei ghiacciai, conseguenza del riscaldamento globale, attribuito in gran parte all’ingente produzione di gas serra, ma anche ad altri comportamenti, tutti però ascrivibili all’uomo.

A piccoli passi

Insomma, stiamo distruggendo questo pianeta. E ce ne siamo accorti troppo tardi. È quindi necessario un intervento decisivo se vogliamo anche solo provare a recuperare le sorti del nostro mondo. Non è un compito facile, ma ognuno nel suo piccolo può contribuire e la somma di tanti piccoli passi non può che portare a risultati positivi. Si può iniziare ad esempio da una cosa semplicissima, ovvero non buttare cartacce in terra. Seguire poi la raccolta differenziata, evitare di consumare il più possibile plastiche inquinanti, comprare la carne direttamente dal macellaio meno che nei supermercati, dove per la maggior parte provengono da allevamenti intensivi, responsabili della produzione di grandi quantità di CO2 che intensifica l’effetto serra. In altri contesti, come l’acquisto o costruzione di un immobile, è importante seguire le giuste procedure che prevedono l’utilizzo di materiali che comportano il minor impatto ambientale possibile. Ad esempio, l’installazione di infissi in pvc, materiale di origine naturale, permette un ottimo isolamento termico dello stabile che evita dispersioni di calore i quali hanno effetto sui cambiamenti climatici. Nelle grandi città questo prodotto è molto utilizzato, sono sempre più infatti i negozi di infissi in pvc a Roma (come ad esempio AeP Infissi), Milano ed altre che offrono ai loro clienti una vasta gamma di scelte.

Quindi, le soluzioni le abbiamo, cerchiamo di applicare nel nostro piccolo tutti gli accorgimenti possibili per mantenere intatto questo pianeta, che tutti ripetiamo essere meraviglioso, ma che stiamo allo stesso tempo danneggiando.

Fabio Nincheri
Amo internet e tutti i suoi confini

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