Culture

Be Right Back

“Be right back” è il titolo del primo episodio della fortunata seconda stagione della famosa serie tv di fantascienza britannica chiamata Black Mirror. Una storia tanto struggente, solo per cuori sensibili e che hanno conoscenza con il tema della solitudine. L’episodio racconta la storia di Martha, una giovane donna il cui fidanzato, Ash, viene ucciso in un tragico incidente stradale. Martha, nel corso del suo lutto, viene a conoscenza di un incredibile scoperta: la tecnologia ora le consente di comunicare con un’intelligenza artificiale che imita Ash, e decide con riluttanza e profondo scetticismo di testarla. L’applicazione aveva due fonti a cui attingere: la questione se eliminare il numero telefonico di un amico morto dai contatti di una persona e l’idea che i post su internet tratti dai social network potevano essere riproposti da un software capace di imitare i morti.

La fortuna critica

Il perno di questa puntata sta proprio nel tema del dolore, una storia malinconica: proprio sulla base del tema trattato la puntata ha riscosso notevoli successi, che hanno condotto a riconoscimenti universali. Molti critici hanno giudicato questo come l’episodio migliore della serie, sebbene non sia stato giudicato con estrema convinzione la fine, ritenuta eccessivamente sbrigativa. Il tema è interessante perché entra nella psiche umana e porta di fronte al punto di vista di chi vorrebbe aggrapparsi a tutto pur di non lasciarsi alle spalle un passato pieno d’amore. A differenza degli episodi precedenti, Be right back presenta un personaggio che inizia a utilizzare una tecnologia, piuttosto che uno abituato ad utilizzarla. Sarà proprio questo approccio che porterà la protagonista a capire che la tecnologia non sarà mai in grado di ridargli il proprio compagno.

La messaggistica istantanea

Cosa ha fatto sperare così tanto la protagonista Martha fino ad acquistare un’imitazione del corpo di Ash? La risposta è la presenza di qualcosa che sentiva aver perduto. Oggi esistono alcune intelligenze artificiali in grado di simulare un amico o un compagno, ma è veramente questo che cerchiamo? Un surrogato della realtà? Un affetto finto forzato e che in realtà non sa veramente cosa siamo? Le onoranze funebri a Roma chiamate Cattolica San Lorenzo, vivono quotidianamente con il tema della vita strappata: non sanno rimediare ad essa, ma sanno come onorare un essere vivente che non vuole, in nessuna circostanza, essere sostituito con una macchina calcolatrice, in grado di imitare e mai di essere veramente come vorremmo.

Fabio Nincheri
Amo internet e tutti i suoi confini

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